Arrivano i Voxxed Days Ticino

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Servizio comunicazione istituzionale

22 novembre 2024

Il 16 e il 17 gennaio 2025 Voxxed Days Ticino, apprezzato evento locale a carattere informatico, festeggerà un importante traguardo andando in scena con la sua decima edizione. La ricorrenza fa il paio con il ventesimo anniversario della Facoltà di scienze informatiche dell'Università della Svizzera italiana (USI), che nei suoi due decenni di esistenza ha spesso preso parte a progetti di questo genere, anche per il loro forte legame con il territorio e la popolazione ticinese.

Il duplice anniversario offre lo spunto perfetto per una chiacchierata con Mauro Prevostini, Program manager della Facoltà di scienze informatiche e membro del comitato organizzativo di Voxxed Days Ticino. Di seguito vi proponiamo un’intervista realizzata dal Servizio comunicazione istituzionale.

Mauro Prevostini, l’anno accademico attualmente in corso è caratterizzato dai festeggiamenti per il ventesimo anniversario della Facoltà di scienze informatiche. Due decenni di corsi, ma anche di eventi, sia interni sia esterni alla Facoltà. Cos’è cambiato dal 2004 a oggi, in questo senso?

"La prima cosa a cui penso, dal punto di vista prettamente organizzativo, è che un tempo - agli albori della Facoltà - ero praticamente da solo, mentre adesso siamo una bella squadra. Sicuramente negli ultimi vent’anni il nostro staff si è strutturato maggiormente. Per quanto riguarda i contenuti invece, il tempo ha inevitabilmente alterato i temi al centro dei vari eventi. Una volta ad esempio si parlava molto poco di Intelligenza artificiale (IA). Essa era già presente, ma veniva trattata marginalmente, al contrario di altri argomenti. Oggi evidentemente non è più così. Un altro cambiamento che ho notato, nel corso degli anni, è la conformazione di questi appuntamenti. E di riflesso, del nostro coinvolgimento in essi come Facoltà di scienze informatiche. Un tempo tenevamo delle conferenze all’interno di altri eventi. Vi era per esempio 'Ticino Informatica', che si svolgeva in autunno, o il 'Lugano Communication Forum', che si svolgeva in primavera, e al loro interno erano presenti delle aree tematiche. Spesso si parlava di informatica o di informatica applicata ad altro, ed era un aspetto molto importante perché le persone potevano ottenere informazioni avanzate soltanto partecipando a questo genere di kermesse. Oggi invece tutte le informazioni si trovano in rete, e questo aspetto ha completamente mutato il volto degli eventi. Di fatto, essi sono divenuti più specializzati e coinvolgono principalmente gli sviluppatori, che si ritrovano al fine di dialogare e migliorare le proprie capacità. Ciò che peraltro è rimasto immutato nel corso degli anni è proprio questo: la voglia di riunirsi. Nemmeno il periodo della pandemia, caratterizzato giocoforza dagli incontri online, ha spento questo desiderio di radunarsi, di confrontarsi, di discutere e soprattutto di ridere e scherzare assieme, che fa sempre bene".

Il Ticino, oggi, può essere definito come un cantone “informatico”? E se sì, più o meno di 20 anni fa, rispetto agli albori della Facoltà?

"Inizio la mia risposta con un aneddoto. Quando nel 2004 venni assunto dalla Facoltà come - l'allora - Project Manager, per lavorare assieme al Professor Mehdi Jazayeri, un mio conoscente mi disse: 'Sai Mauro, il Ticino è passato dalla zappa al computer troppo in fretta'. All’epoca non era evidente far comprendere la necessità, pur già avendola, di una Facoltà di scienze informatiche nel nostro cantone. Vi erano tante resistenze, perché l’idea era che bastasse la SUPSI in quell'area tematica. Sapevamo però che se fossimo riusciti a creare un'antenna che non fosse solo locale bensì anche internazionale, attirando professionisti di calibro mondiale, avremmo potuto avere successo, istituendo nel contempo qualcosa di originale e innovativo. Il nostro vantaggio fu la possibilità di creare la Facoltà da zero. Si rivelò la carta vincente, poiché oltre ad attirare personalità esterne, riuscimmo a creare tanto interesse anche all’interno, permettendo ad altre istituzioni, come il Dipartimento tecnologie della SUPSI, di crescere e creare sinergie. Mi sento quindi di poter affermare che sì, il Ticino è diventato un cantone informatico. Lo sottolinea il fatto che Lugano rappresenta oggi il terzo polo informatico della Svizzera dopo Zurigo e Losanna, sedi dei due Politecnici federali, che hanno numeri nettamente superiori ai nostri. Inoltre, mi permetto di aggiungere che è proprio perché è diventato un cantone informatico, che attualmente in Ticino vi è una grande richiesta di persone formate in questo campo. Benvenga dunque che ci sia la nostra Facoltà, pronta a soddisfare questa necessità".

La connessione con il territorio, lo suggerivamo in precedenza, passa anche attraverso gli eventi organizzati sullo stesso. Che futuro immagina per questi appuntamenti e di riflesso, quantomeno in parte, per il vostro legame con la popolazione?

"Prevedere ciò che avverrà in futuro è sempre molto complicato. Sicuramente il legame e la vicinanza al territorio restano e resteranno fondamentali, al fine di trasmettere quello che viene 'scoperto' all’interno dei gruppi di ricerca, o anche solo per spiegare alla popolazione cosa fa la nostra università. L’informatica, del resto, è una disciplina un po’ particolare, e non sempre chi la osserva da fuori ne comprende appieno le sue sfaccettature. Tuttavia, se oggi un aereo non parte la colpa è di un computer. Tenendo presente che dell’informatica ci accorgiamo che esiste solamente quando non funziona, pensiamo a quante volte ci aiuta nella nostra vita quotidiana senza che ce ne accorgiamo. Pertanto è sempre più importante che i nostri eventi diventino più divulgativi. È vero che si trova tutto in internet, però è importante anche sapere di cosa si occupa l’università dietro casa mia, di cosa si occupano i ricercatori e cosa pensano di ChatGPT molto banalmente. Per cui penso che in futuro si debba andare in quella direzione per quanto riguarda il legame con il territorio. Gli esperi d’informatica dovrebbero essere sempre più bravi a spiegare alla gente che capisce poco o nulla di informatica che cosa stanno facendo e a cosa serve quello che fanno.

Negli ultimi anni a dominare la scena è stata l’Intelligenza artificiale (IA), che ha ormai pervaso la gran parte degli appuntamenti del settore. Non è tuttavia sempre stato così, giusto?

Premetto che l’IA già c’era, semplicemente se ne parlava molto poco. Vent’anni fa esisteva già l’Istituto Dalle Molle di studi sull’intelligenza artificiale (IDSIA), per cui nell’aria si percepiva qualcosa, ma l’IA non era ancora pervasiva. All’inizio della Facoltà di scienze informatiche si parlava molto di informatica pervasiva perché era agli albori e quindi era un po’ una moda, come lo è adesso per l’IA, parlare di informatica ubiquitaria, di informatica che invade tutte le discipline. Per cui prima si parlava di informatica pervasiva verso tutte le altre discipline, adesso si parla di IA pervasiva ma all’interno della stessa informatica. Giusto per capirsi, non programmi più al computer come lo facevi prima, ma aggiungi delle componenti di IA perché puoi fargli fare qualcosa di automatico. Quando due anni fa è esplosa ChatGPT, qui all’Istituto di ingegneria del software si parlava di come fosse necessario modificare quanto si insegnava, visto che basta dire i requisiti e ChatGPT genera l’intero codice in qualche secondo. Quindi bisogna davvero continuare a insegnare come si insegnava vent’anni fa, o è necessario ripensare l’insegnamento? Secondo me l’IA sta portando a ripensare certe cose che erano assodate, dove una parte resterà così perché le basi sono quelle, ma tutto il resto andrà capito anche abbracciando l’IA, in quanto sicuramente può essere utile. Un’ultima cosa che noto a proposito dell’IA è come vi sia un’inflazione del termine. Qualsiasi cosa che sia automatica allora contiene l’IA, prima si diceva che era automatizzata, adesso invece è IA. Le catene di montaggio sono automatizzate, ma non c’è l’IA. Anche l’informatica è così, però oggi qualsiasi cosa venga fatta in automatico, anche senza nessun algoritmo di intelligenza artificiale all’interno, viene etichettata come IA. Perciò l’IA pervade anche più di quello che dovrebbe probabilmente.

Tra poche settimane uno di questi eventi, Voxxed Days Ticino, festeggerà a sua volta un importante traguardo: la sua decima edizione. Facoltà INF tra partecipanti e organizzatori e Ci racconti un po’ di cosa si tratta, e cosa ci riserverà l’edizione 2025, in programma dal 16 al 17 gennaio…

Innanzitutto fa molto piacere vedere questo evento raggiungere un traguardo importante come il decimo anniversario. Quest’anno è addirittura stato stabilito il nuovo record di proposte di relazioni e workshop ricevute, con ben 120 proposte che andranno ora vagliate dal comitato tecnico. L’evento è naturalmente un evento specialistico, in questo caso per i programmatori di Java, che tra l’altro quest’anno festeggia i suoi 30 anni. Tra Voxxed Days Ticino, la Facoltà di scienze informatiche e Java è proprio un anno speciale, ricco di anniversari. Per quanto riguarda il programma il 16 gennaio sono previsti qui al Campus Est i workshop, dove in una giornata si approfondisce un tema specifico con degli esperti. Il 17 gennaio invece ci sono le relazioni e le conferenze divulgative, in senso specifico naturalmente. L’evento è quindi dedicato a un pubblico specializzato e internazionale, infatti arriveranno a seguirlo persone anche da oltre Gottardo e dal Nord Italia. Naturalmente non si parlerà esclusivamente di Java e programmazione, ma sarà dato spazio anche ad altre tematiche come la già citata IA o la cyber sicurezza. L’idea di un evento simile è che poi le persone quando escono si portano a casa qualcosa di nuovo e utile per il proseguimento della propria professione. Ma soprattutto che portino a casa dei contatti, questi eventi sono infatti fondamentali per fare networking, in quanto partecipano anche rappresentanti di aziende. Proprio per questo motivo gli studenti godono di un prezzo ridotto per l’ingresso, affinché chi già studia informatica possa da un lato specializzarsi, dall’altro entrare già in contatto con il mondo del lavoro. Come già anticipato in Ticino ci sono tante aziende che cercano informatici validi, ma faticano a trovarne. Un evento come Voxxed Days Ticino aiuta a specializzarsi, facilitando di conseguenza l’ingresso nel mondo del lavoro. Ecco perché è importante che USI, ma anche SUPSI, facciano parte del comitato organizzativo, così incentivare gli studenti a studiare informatica, affinché possano inserirsi in un mondo del lavoro che ha delle ottime prospettive per il futuro.