L'UE rivede i suoi obiettivi economici

© Gintarė Kairaitytė
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Servizio comunicazione istituzionale

3 febbraio 2025

La Commissione europea (CE) ha presentato a Bruxelles la “Bussola della competitività”, una strategia orientata al rafforzamento della posizione economica dell’UE di fronte alla crescente concorrenza globale. La Prof.ssa Barbara Antonioli Mantegazzini, Professoressa titolare presso la Facoltà di scienze economiche dell'Università della Svizzera italiana (USI) e Vice Direttrice dell'Istituto di ricerche economiche (IRE), ha commentato le scelte della CE ai microfoni di SEIDISERA (Rete Uno - RSI).

La strategia dell’UE si basa sul rapporto sul futuro della competitività europea presentato a settembre da Mario Draghi. Stando alle affermazioni di Ursula von der Leyen, Presidente della CE, pur essendo quella europea la seconda economia mondiale, con una base industriale solida e forza lavoro qualificata, negli ultimi anni ha accumulato un ritardo strutturale nella crescita della produttività e ha rallentato il processo di transizione energetica, consolidando una dipendenza dalle importazioni di energia fossile, in particolare dalla Russia. Attualmente, in alcune tecnologie avanzate, l’Europa sconta un ritardo rispetto agli Stati Uniti e rischia di essere superata dalla Cina, che ha accumulato importanti miglioramenti nell'innovazione e nella produttività.

La strategia delineata nella Bussola si basa su tre pilastri: ridurre il ritardo europeo sull'innovazione, puntando sull'Intelligenza artificiale (IA), che in Europa viene usata solo da 1 impresa su 7. Con questo punto l'obiettivo è rendere l'Europa più attrattiva per le imprese che sfruttano l'IA. Il secondo pilastro concerne decarbonizzazione e competitività, considerate antitetiche da molte industrie. La realizzazione di questo punto è resa difficoltosa dagli alti costi dell'energia e dalla necessità che il settore auto acceleri verso l'elettrico. Il terzo punto concerne la riduzione delle dipendenze eccessive, come quella dell'UE rispetto all'energia russa. Per ottenere tale risultato è necessario cambiare le regole interne europee, che in passato hanno impedito alle aziende di competere con i corrispettivi esteri.

L'inserimento di un punto concernente la decarbonizzazione dimostra che il CE ha preso atto di una problematica importante, come spiegato dalla Professoressa Barbara Antonioli Mantegazzini. "Gli oneri per adempiere alle normative ambientali sono molto corposi e pesano in maniera importante sulle aziende di taglia medio-piccola, che sono molto diffuse nel continente europeo. Penso dunque che quella intrapresa dalla CE sia una buona direzione: si ipotizza un taglio del 25% degli oneri amministrativi per le aziende, che può arrivare anche al 35% per le imprese medio-piccole. Si prevede inoltre una semplificazione per le start-up, proprio per favorire l'innovazione e la competitività. La creazione di un contesto più snello dovrebbe favorire la crescita economica" ha commentato la Vice Direttrice dell'IRE.

La scelta della CE tuttavia ha preoccupato alcuni, che temono si tratti di un passo indietro, anche in considerazione dell'attuale clima generato dalle recenti iniziative dell'amministrazione Trump. "Non si tratta di arretrare rispetto ai progressi fatti, perché non vi è una revisione degli obiettivi per il taglio delle emissioni, è però una presa di coscienza del fatto che lavorare sulla transizione energetica significa avere a che fare con l’industria energetica e con tutte le tematiche a essa connesse. Il documento in questione fa del tema dell'innovazione e della produttività una questione forte; l'idea è quella che l'Europa diventi un luogo in cui si inventino, si producano e si mettano sul mercato le tecnologie pulite per il futuro, impiegando anche le competenze di persone molto formate in questa direzione, sempre in un'ottica di neutralità climatica" ha concluso la Professoressa Antonioli Mantegazzini. Il finanziamento del progetto richiederà circa 800 miliardi di euro all'anno, per ottenerli sarà necessaria l'armonizzazione di strategie pubbliche e private, attraverso l'unione di più flussi di finanziamento.

L'intervista completa alla Professoressa Barbara Antonioli Mantegazzini è disponibile al seguente link (dal minuto 14:37).