Il ruolo dell'Università nel benessere dell'economia. Le riflessioni del Decano Giovanni Pica
Servizio comunicazione istituzionale
18 marzo 2025
Quali strumenti dovrebbero acquisire gli studenti nel corso di una formazione in economia? E quali obiettivi si prefigge la Facoltà di scienze economiche dell'Università della Svizzera italiana (USI) per rispondere ai bisogni della società odierna? Il Decano Giovanni Pica ne ha parlato in un'intervista pubblicata dal Corriere del Ticino.
Tra gli obiettivi principali che la Facoltà di scienze economiche dell'USI si prefigge vi è lo sviluppo del senso critico e analitico nei propri studenti e studentesse, una capacità indispensabile per interpretare fenomeni economici complessi e affrontare le sfide del futuro, come spiegato dal Decano Giovanni Pica: "Le sfide che attendono le nuove generazioni sono enormi: cambiamento climatico, crisi alimentari, idriche e migratorie, invecchiamento della popolazione, per citarne solo alcune. La Facoltà di scienze economiche dell’USI fornisce alle nuove generazioni gli strumenti per comprendere e gestire la crescente complessità del mondo contemporaneo, con l’auspicio che possano contribuire a costruire una società sostenibile sotto il profilo ambientale, sociale e finanziario".
Il Decano ha inoltre ricordato l'importanza per la Facoltà di mantenere un legame con il territorio e il contesto locale: "Abbiamo un’unità che ha il compito di osservare l'andamento dell'economia regionale, compreso il mercato del lavoro: l’Istituto di ricerche economiche (IRE) svolge queste attività di ricerca applicata su mandato del Dipartimento delle finanze e dell’economia (DFE)". Ed è proprio nell'ottica di accogliere le esigenze e le voci che provengono dal territorio che recentemente la Facoltà ha introdotto un percorso in inglese all’interno del Bachelor in Economia e promosso lo sviluppo della Casa della sostenibilità dell’USI ad Airolo.
Il ruolo della Facoltà è però anche quello di contribuire alla risoluzione dei grandi problemi economici con i quali la nostra società è confrontata: "La Facoltà di scienze economiche contribuisce alla ricerca di soluzioni ai problemi economici attraverso diversi canali. Il primo è la ricerca, che fornisce dati e modelli per comprendere le dinamiche in continua evoluzione del mondo economico. Il secondo è la collaborazione con governi e istituzioni, offrendo soluzioni basate sull’evidenza empirica su temi come politiche fiscali, regolazione dei mercati e sviluppo sostenibile. Un esempio concreto è il rapporto dell’IRE per le autorità cantonali sul salario minimo, recentemente introdotto in Ticino. Un ulteriore contributo è dato dall’insegnamento, che prepara la futura classe dirigente chiamata ad affrontare le sfide economiche nelle aziende, nelle organizzazioni internazionali e nelle istituzioni pubbliche. Infine, la Facoltà svolge un ruolo chiave nella divulgazione, contribuendo alla formazione dell'opinione pubblica attraverso la diffusione dei risultati della ricerca e la partecipazione al dibattito economico sui media locali, nazionali e internazionali" ha spiegato il Decano Giovanni Pica.
Analizzando la situazione del mercato del lavoro in Svizzera e in Ticino, il Decano ha notato come "sul fronte salariale, si osserva una crescita sia in Svizzera sia in Ticino, sebbene permanga un divario significativo nei livelli retributivi tra il Ticino e il resto del Paese. Tuttavia, questa crescita è trainata principalmente dall’aumento dei salari più elevati, ovvero quelli superiori al valore mediano". Il tasso di disoccupazione, sebbene il leggero aumento, sembrerebbe indicare un mercato del lavoro dinamico: "Se il mercato del lavoro è sufficientemente dinamico, come quello svizzero, e riassorbe in tempi rapidi le persone disoccupate, è un modello che funziona. La chiave per contrastare la precarietà risiede nell’istruzione e nella capacità di apprendere continuamente lungo l’arco della vita lavorativa. In questo senso, l’istruzione universitaria gioca un ruolo cruciale: non solo per la sua componente applicata, ma anche per la sua impostazione generalista e teorica. Fornendo strumenti che favoriscono l’apprendimento continuo, l’università prepara le persone ad affrontare la rapida evoluzione tecnologica e le trasformazioni del mercato del lavoro".
Il Decano Pica, tuttavia, ha anche individuato delle problematiche nell'attuale mercato del lavoro svizzero: "Le principali criticità riguardano da un lato l’aumento delle disparità salariali, che stanno accentuando le disuguaglianze e rischiano di compromettere la coesione sociale e, dall’altro, la persistente mancanza di parità retributiva tra uomini e donne. Per colmare questo divario, è fondamentale adottare misure concrete a sostegno della partecipazione femminile al mercato del lavoro, come un potenziamento dell’offerta di asili nido. Tuttavia, il vero cambiamento deve avvenire a livello culturale: è necessaria un’evoluzione della società che interiorizzi il principio dell’intercambiabilità dei ruoli tra uomini e donne, superando stereotipi e barriere ancora radicati". Ulteriori difficoltà potrebbero insorgere in seguito agli effetti dei dazi introdotti dagli Stati Uniti sui prodotti svizzeri: un eventuale fase recessiva potrebbe infatti causare un calo della domanda di lavoro da parte delle imprese.
All'USI la ricerca nel campo del mercato del lavoro viene condotta da numerosi punti di vista differenti, tra i quali l'evoluzione delle competenze richieste dalle imprese, la discriminazione di genere analizzandone sia le cause che le misure per contrastarla la regolamentazione del mercato del lavoro, l'impatto dell'immigrazione sul mercato del lavoro con un focus specifico sul fenomeno dei lavoratori frontalieri e il ruolo dell’invecchiamento della popolazione nel determinare produttività e partecipazione al mercato del lavoro.
Il Decano Giovanni Pica ha infine riflettuto sui possibili effetti dell'Intelligenza Artificiale (IA) sul mondo del lavoro: "Fare previsioni con certezza è complesso, ma è altamente probabile che l’Intelligenza Artificiale eserciti un impatto significativo sul mercato del lavoro. Secondo alcune stime, oltre un terzo delle occupazioni potrebbe essere influenzato dall’IA, con effetti potenzialmente molto diversi rispetto a quelli generati da precedenti innovazioni tecnologiche. L’intelligenza artificiale, infatti, si distingue perché è in grado di svolgere attività tipicamente riservate a personale altamente qualificato, come l’analisi di dati, la diagnosi medica o la redazione di testi complessi. Questo potrebbe portare non solo alla trasformazione di numerose professioni, ma anche a un ripensamento delle competenze richieste nel mercato del lavoro del futuro".
L'intervista completa al Decano Giovanni Pica, curata da Il Corriere del Ticino, è disponibile al seguente link.