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Una startup di studenti USI per aiutare i pazienti da remoto

Immagine virtuale del prototipo
Immagine virtuale del prototipo

Servizio comunicazione e media

Frequentare gli eventi per startupper può aiutare giovani imprenditori in erba non solo a confrontarsi con altre startup e le attuali tendenze di mercato, ma anche ad attirare l’interesse di importanti aziende in cerca di nuove idee. Questo è quanto è accaduto a Jacopo Pelanda Mazza, laureato al Bachelor USI in Scienze economiche e attualmente studente al Master in Management & Informatics dell’USI, che allo Start Summit tenutosi a San Gallo lo scorso mese di marzo, ha attirato l’attenzione niente meno che del gruppo Swisscom con la sua idea imprenditoriale nata proprio sui banchi della nostra università.

Jacopo, che la scorsa primavera era in mobilità accademica presso l’Università di San Gallo, ha risposto alla sfida lanciata dall’iniziativa “Pirates Hub” di Swisscom, presente allo Start Summit con un proprio padiglione, che consiste nello spiegare (e videoregistrare) la propria idea imprenditoriale in un minuto. Il “pitch” ha convinto i promotori, e come premio Jacopo è stato ammesso al programma Red Kickbox, la prima di tre tappe di un percorso di accelerazione d’impresa sostenuta da Swisscom, che al secondo giro prevede anche finanziamenti che possono raggiungere la ragguardevole cifra di 50mila franchi svizzeri. L’attenzione di Swisscom è data dal loro interesse per le nuove tecnologie di connettività mobile legate alla rete 5G, per utilizzo per esempio nel segmento dell’Internet delle cose (Internet of Things), e in particolare nel segmento del cosiddetto Remote patient monitoring.

Forte di questo primo incoraggiante slancio, Jacopo ha dato vita alla startup UbiHealth, formando anche una squadra composta da altri quattro studenti di master, tutti dell’USI: Paolo Occhipinti (Master Management & Informatics), Amirehsan Davoodi e Hrishikesh Gupta (entrambi iscritti al Master in Artificial Intelligence), e Anna Sasso (Master in Marketing).

Il prodotto che gli studenti USI stanno sviluppando è un sistema di controllo da remoto delle funzioni vitali umane, basato su tecnologia Cat-M1 per la trasmissione dei dati. La soluzione è composta da un “cerotto” (patch) che si applica al torso di un paziente, che raccoglie i dati biometrici, e da una piattaforma software che elabora le informazioni dei sensori, consentendo così il monitoraggio continuo di pazienti vittime di particolari condizioni cardiovascolari e a rischio di complicazioni. Il sistema offre al medico curante e allo specialista l’accesso in tempo reale alla condizione fisica del proprio paziente, ovunque si trovi, consentendo quindi di effettuare migliori diagnosi, capire se ha assunto i farmaci prescritti in maniera regolare e comprendere l’impatto che questi hanno sull’organismo.

Per informazioni su UbiHealth: www.ubihealth.ch