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Quote di genere e qualità dei politici: premiata Piera Bello

Piera Bello
Piera Bello

Servizio comunicazione e media

La Delegazione per le pari opportunità dell’USI, presieduta dalla Pro-rettrice Prof. Daniela Mondini, ha conferito per la prima volta quest’anno il Premio per contributi scientifici su tematiche di pari opportunità e/o diversità.  

La Giuria del premio (composta da Arianna Carugati, Patricia Funk, Sara Greco, Cristina Largader, Carla Mazzarelli e Daniela Mondini) ha conferito all’unanimità il premio 2018 a Piera Bello, per l’articolo intitolato “Gender Quotas and the Quality of Politicians” di cui sono co-autori A. Baltrunaite, A. Casarico e P. Profeta. Secondo la motivazione “La ricerca affronta il tema della sotto-rappresentanza femminile nella politica e dimostra, per la prima volta con una convincente metodologia empirica, gli effetti positivi delle quote di genere sulla qualità della classe politica; indagine con implicazioni che vanno oltre il singolo oggetto di studio e da replicare in altri campi”. 

Lo studio analizza gli effetti della legge 81 introdotta in Italia nel 1993 e abolita nel 1995, secondo la quale nessun genere poteva rappresentare più dei 2/3 dei candidati totali nelle liste elettorali comunali. Poiché le elezioni in Italia avvengono ogni 5 anni, non tutti i comuni votarono nel periodo 1993-1995 in cui la legge era in vigore. Questo ha permesso di identificare due gruppi (il gruppo di trattamento rappresentato dai comuni che hanno votato secondo tale legge, e il gruppo di controllo che include il resto dei comuni) e di utilizzare una metodologia ‘difference in differences’ per stimare la differenza della qualità media dei politici locali eletti nei due gruppi di comuni.  I risultati dell’analisi mostrano come l’introduzione delle quote di genere in Italia ha prodotto un aumento della qualità media dei politici eletti, non solo perché tra gli eletti sono aumentata le donne, che mediamente sono più istruite degli uomini, ma anche perché sono diminuiti tra i consiglieri municipali gli uomini con bassi livelli di istruzione. In altri termini, la presenza di donne tra i candidati ha portato a un aumento del numero di donne elette, che hanno sostituito gli uomini meno istruiti. Lo studio quindi dimostra che, al contrario della credenza comune, le quote non producano necessariamente effetti antimeritocratici, ma anzi possano fare bene alla politica.

Direttori della tesi, svolta presso l’Istituto di economia politica (IDeP) dell’USI, sono stati i professori Vincenzo Galasso e Mario Padula.