Gli esperimenti economici: tra scienza e ideologia

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L’approccio sperimentale alla ricerca scientifica è un elemento fondamentale nel vasto mondo delle scienze naturali e delle scienze tecniche, ma anche le scienze sociali vi ricorrono, e tra queste le scienze economiche. In un contributo pubblicato recentemente sul giornale economico-finanziario Finanz und Wirtschaft, François Degeorge, professore di finanza all’USI e direttore dello Swiss Finance Institute (SFI), mette a confronto gli esperimenti di ispirazione scientifica e quelli di stampo meramente ideologico, sottolineandone le sostanziali differenze.

In campo economico l’approccio sperimentale è illustrato bene dai lavori dei tre recenti premi Nobel per l’economia, Abhijit Banerjee ed Esther Duflo del Massachusetts Institute of Technology (MIT), e Michael Kremer dell'Università di Harvard. “Questi studiosi hanno svolto un lavoro sperimentale all'avanguardia nella lotta contro la povertà, studiando l'impatto di svariate politiche pubbliche sulla prosperità economica dei paesi emergenti”, spiega il Prof. Degeorge. Il lavoro di questi ricercatori dimostra come l'approccio sperimentale richieda un alto grado di coerenza e disciplina. Se un esperimento viene giudicato un successo o un fallimento dipende senza eccezioni dal risultato dell'esperimento stesso. I criteri di un eventuale successo sono definiti con precisione all'inizio dell'esperimento - anche per mantenere il più piccolo margine di interpretazione possibile dopo che un esperimento fallisce.

Si possono definire esperimenti economici anche certe decisioni di politica economica mirate a risolvere situazioni di crisi. Un esempio è la reazione delle banche centrali alla crisi finanziaria del 2008. “Questi esperimenti di politica economica, tuttavia, sono fondamentalmente diversi da quelli accademici perché, di norma, mirano alla rapida soluzione di problemi urgenti e non alla validazione di modelli teorici di pensiero. Inoltre, anche se gli esperimenti di politica economica sono talvolta necessari, il guadagno in termini di conoscenza è di solito modesto”, sottolinea Degeorge.

Infine esistono gli esperimenti economici di stampo ideologico. Quest’ultimo tipo di esperimenti non offre né soluzioni ai problemi, né progresso nella conoscenza. Per i loro promotori il criterio di successo è puramente politico, quindi dichiarano vittoria anche se l’esperimento viene solamento messo in atto, a prescindere dalle sue conseguenze. “Con l'iniziativa per una microimposta sul traffico scritturale dei pagamenti, recentemente proposta in Svizzera, abbiamo un esempio tipico di esperimento ideologico. I promotori di questa iniziativa fanno grandi promesse, fornendo soluzioni semplicistiche a sfide complesse. Con questa iniziativa si vogliono sostituire tre imposte federali in una sola volta – l’IVA, l'imposta federale diretta e la tassa di bollo – con un nuovo modello. Così facendo, i promotori dell’iniziativa escludono fin dall’inizio la possibilità che il loro esperimento possa fallire. Gli esperimenti ideologicamente motivati contrastano chiaramente con un approccio ben fondato e basato sui dati, che caratterizza le scienze economiche consolidate”, afferma il Prof. Degeorge.

L’articolo completo, in lingua tedesca, è disponibile online qui: https://www.fuw.ch/article/keine-ideologisch-motivierten-experimente/

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