Crisi Covid, la resilienza dello sport e il mondo creativo come base della ripresa economica

Servizio comunicazione istituzionale

La crisi innescata dalla pandemia Covid-19 tocca buona parte degli attori economici e sociali in Svizzera come nel resto del mondo. In alcuni ambiti ritenuti più fragili, come lo sport e il mondo creativo, si è tuttavia riscontrato una maggiore resilienza rispetto ad altri, evidenziando così alcuni insegnamenti utili per il resto del tessuto economico. Da qui lo spunto per l’edizione 2020 di confronti, il forum di riflessione e discussione organizzato annualmente dall’Istituto di ricerche economiche (IRE) dell’USI, che si è svolto in modalità videoconferenza lo scorso 26 novembre.

Chi pratica l’attività sportiva convive e apprende molto presto il concetto di resilienza e grazie ai giusti esempi e ad una piacevole narrazione può risultare stimolante approfondirne gli aspetti anche per le persone che lavorano in contesti differenti da quello sportivo. Durante la carriera sportiva, sia a livello agonistico che amatoriale, avere incidenti, infortuni, crisi e sconfitte è inevitabile. Tuttavia, per affermarsi nelle diverse circostanze, diventa necessario mantenere un atteggiamento positivo e propositivo. D’altronde, a distinguere un buon sportivo o una buona sportiva da un grande atleta o da una campionessa sono proprio il desiderio di vittoria e la ricerca del risultato che, combinate con la grinta e l’autodisciplina, permettono di sviluppare un’elevata capacità di fare fronte alle difficoltà.

Le industrie creative, dal canto loro, appartengono a una serie più ampia di attività economiche che includono tra le altre: pubblicità, architettura, arte, artigianato, design, moda, film, musica, arti dello spettacolo, editoria, ricerca e sviluppo, software, giocattoli e videogiochi, TV e radio. Durante la crisi del 2008, o in situazioni di particolare incertezza, sono stati propri gli addetti ai lavori dell’industria creativa ad aver meglio resistito e reagito a fasi di recessione prolungata, mostrando una duttilità e un’elasticità di pensiero maggiori. Difatti, i processi mentali, soprattutto per i più creativi, non sono per forza lineari e seguono logiche caratterizzate da un’alta flessibilità di pensiero.

Nella prima parte di confronti 2020, Luciano Canova, esperto di economia comportamentale ed economia dello sport (Scuola Enrico Mattei), oltre a descrivere il concetto di resilienza sistemica e del ruolo dei leader nei risultati di squadra, spiega che “i passi che possono contribuire a migliorare i risultati della propria azienda e renderla resiliente sono tre: costruire una squadra ricca di talenti, introdurre una politica di totale trasparenza tra responsabili e collaboratori, e, infine, rimuovere il più possibile il controllo burocratico”. Christoph Weckerle, Professore e Direttore del Centro per le Industrie Creative di Zurigo (Zurich University of the Arts), nel suo intervento, sottolineando la relazione fra crisi e capacità di innovare, spiega “in Svizzera abbiamo un concetto di innovazione molto legato, forse troppo, alla tecnologia, quando invece sarebbe utile estenderlo a più ambiti e includervi la creatività e gli spillover che le industrie creative possono generare sul territorio”. [I filmati di questi due interventi sono disponibili in calce alla pagina.]

La seconda parte dell’evento a cui hanno partecipato: Bea Lundmark (già campionessa svizzera di salto in alto), Claudio Chiapparino (direttore Divisione eventi e congressi, Città di Lugano), Paolo Duca (direttore sportivo HC Ambrì-Piotta e alumno USI), Gianfranco Palermo (CFO presso Bally), e Simona Zanette (Managing director presso Hearst Digital) è stato dedicato alla realtà ticinese, in un dialogo aperto tra esperti ed esponenti locali delle industrie creative e dello sport, con l’interazione del pubblico. Per rivedere la seconda parte della tavola rotonda, si veda il filmato in calce alla pagina.

Intervento di Luciano Canova
Intervento di Christophe Weckerle (in inglese)
Tavola rotonda (seconda parte)

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