Mercati finanziari, l'efficienza 'schiacciata' dalla manipolazione

Servizio comunicazione istituzionale

Caratteristica frequente dei mercati finanziari sono i repentini rialzi e ribassi delle quotazioni dei beni scambiati, il più delle volte da ricondurre alle classiche dinamiche di mercato fra domanda e offerta che non coincidono. Le turbolenze possono anche essere causate da operazioni speculative, con effetti dannosi per gli investitori che si trovano, loro malgrado, dalla ‘parte sbagliata’. Fra queste, vi sono quelle che provocano il fenomeno cosiddetto short squeeze, che accade quando chi specula al ribasso si trova ‘schiacciato’ dal mercato in fase di improvviso rialzo dei prezzi, obbligando a una rincorsa per riacquistare i titoli e alimentando ulteriormente la turbolenza sui mercati. Lo short squeeze diventa particolarmente problematico quando viene causato da una manipolazione occulta, e quindi illegale. L’Istituto di finanza dell’USI ha di recente pubblicato due studi sul fenomeno analizzando la vicenda della scalata di Porsche su Volkswagen nel 2008, e quella di GameStop nel gennaio di quest’anno.

Porsche vs. VW

Il 26 ottobre 2008, in piena crisi finanziaria globale, Porsche annunciò pubblicamente, e in modo del tutto inatteso, un piano di acquisizione del gruppo Volkswagen. La notizia provocò un repentino rialzo delle quotazioni del titolo Volkswagen sulla Borsa tedesca, al punto tale che VW risultò essere – per un breve periodo – la società quotata di maggior valore al mondo in termini di capitalizzazione di mercato. Gli investitori che puntavo su un ribasso del titolo VW (come di molti altri titoli, dato il contesto della crisi finanziaria), si trovarono così in uno short squeeze valutato in oltre 20 miliardi di euro.

La vicenda GameStop

Alla fine di gennaio 2021, un gruppo di azioni quotate sulle Borse americane – fra cui il titolo GameStop, la catena statunitense di negozi di videogame e accessori – registrò improvvise impennate dei loro prezzi. Si creò un clamoroso episodio di short squeeze a danno dei grossi investitori (fondi d’investimento, hedge fund ecc.) che, date le prospettive negative sul futuro aziendale di GameStop, tenevano posizioni ‘allo scoperto’ del titolo, scommettendo quindi sul suo ribasso. La particolarità della vicenda risiede nel fatto che l’impennata delle quotazioni di questi titoli fu il risultato di operazioni di trading coordinate da parte di piccoli investitori che hanno discusso le loro strategie di su portali online quali, ad esempio, Reddit.

Regolamentazione e potere d’applicazione

Mentre le manipolazioni dei prezzi delle azioni sono stati messi fuori legge negli Stati Uniti dal Securities and Exchange Act del 1934, in Europa la regolamentazione in materia è stata introdotta solo negli ultimi anni. La Market Abuse Regulation (MAR) e la Market Abuse Directive (MAD) dell’UE sulle sanzioni penali per gli abusi di mercato sono state implementate infatti solo nel 2014 ed entrate in vigore nel 2016. "In Germania, nonostante l'implementazione delle norme a livello europeo, la mancanza di poteri di applicazione da parte dell’autorità tedesca di sorveglianza (BaFin) è stata a lungo criticata come la ragione per cui ci sono stati così pochi procedimenti penali per insider trading", afferma Eric Nowak, Direttore dell'Istituto di finanza all’USI ed esperto di regolamentazione finanziaria.

Analisi e implicazioni

L’analisi effettuata dal Prof. Nowak - assieme ai colleghi Prof. Franklin Allen (Imperial College, e Scientific Board Member dello Swiss Finance Institute), Prof. Angel Tengulov (Vanderbilt University) e Dr. Marlene Haas - sul caso Porsche-VW, di prossima pubblicazione sulla rivista Journal of Financial Economics, si basa su un importante lavoro manuale di raccolta dati ed è il primo rigoroso studio scientifico che, fra altre cose, dimostra come questi episodi di short squeeze sono avversi alla tanto auspicata efficienza di mercato. “Prevenire le manipolazioni è importante perché senza mercati finanziari efficienti, il grande progetto dell'Unione dei mercati dei capitali dell'UE (Capital Markets Union, CMU) non può avere successo, spiega il Prof. Nowak.

Lo studio sul caso GameStop, condotto dal Prof. Nowak assieme agli stessi autori di cui sopra e all’assistente-dottorando Matteo Pirovano, si concentra in particolare sulla questione ‘nuova’ del ruolo dei social media e delle piattaforme di trading online. "Nonostante la possibilità di osservare facilmente, e in tempo reale, le informazioni che scorrono sulle piattaforme digitali, il caso GameStop ha palesato una certa inadeguatezza dei sistemi di sorveglianza sui mercati finanziari negli USA, uno dei Paesi al mondo con la più avanzata regolamentazione in materia, e la necessità di comprendere meglio le interconnessioni tra i social media, i mercati dei derivati e i mercati azionari", spiega Pirovano.

In allegato i due studi accademici pubblicati nella Swiss Finance Institute Research Paper Series.