La transizione energetica al primo incontro Road to Trento tenutosi all'USI

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Servizio comunicazione istituzionale

20 Febbraio 2023

L’Università della Svizzera italiana ha ospitato, lunedì 6 febbraio, il primo incontro internazionale del Festival dell'economia di Trento. L’iniziativa “Road to Trento 2023”, realizzata dal Sole 24 Ore in collaborazione con le sedi diplomatiche italiane nel mondo, farà poi tappa a San Francisco, Abu Dhabi e Johannesburg.

L'incontro intitolato “Transizione ecologica tra finanza digitale e sfida energetica” rientra, come ha spiegato il direttore di Il Sole 24 Ore Fabio Tamburini, nella strategia di crescita del Festival dell’economia di Trento 

L’evento è stato aperto dai saluti di Monica Duca Widmer, presidente del Consiglio dell’USI, che ha sottolineato gli stretti legami economici, culturali e anche accademici tra Italia e Svizzera. È necessario unirsi, ha proseguito Duca Widmer citando Goethe, non per stare uniti, ma per fare qualcosa insieme. L’importanza delle collaborazioni internazionali è stata sottolineata anche da Silvio Mignano, Ambasciatore d’Italia in Svizzera, e da Michele Coduri, Ministro e supplente della capamissione, Ambasciata di Svizzera a Roma. Il sindaco di Lugano Michele Foletti ha invece ricordato l’importanza dei centri urbani quali propulsori di innovazione, citando i progetti Lugano Living Lab, realizzato in collaborazione con l’USI, e Plan B di sviluppo delle criptovalute.

La digitalizzazione del settore finanziario è stato infatti uno dei temi principali dell’incontro. Come ha sottolineato nel suo intervento Barbara Antonioli Mantegazzini, vicedirettrice dell’Istituto di ricerche economiche (IRE) dell’USI, l’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050 richiede non solo un forte impegno da parte di governi, organismi sovranazionali e privati, ma anche un contributo del settore finanziario che deve abbracciare gli obiettivi dello sviluppo sostenibile indicati dall’ONU. Anche a causa dei ritardi accumulati, la transizione ecologica comporterà dei costi importanti che riguarderanno maggiormente alcuni settori dell’economia e alcune fasce della popolazione. «Ci sarà chi pagherà di più, ma sono già previsti dei fondi di solidarietà per ridurre queste disparità» ha concluso la professoressa Antonioli Mantegazzini.

Il settore bancario, ha spiegato il direttore generale della Banca del Ceresio Gabriele Corte, può contribuire innanzitutto riducendo l’impatto ambientale delle procedure interne attraverso la digitalizzazione; le banche potranno inoltre veicolare i finanziamenti di privati verso investimenti sostenibili. Si tratta, ha aggiunto il caporedattore economia del Corriere del Ticino Generoso Chiaradonna, di un’opportunità per la piazza finanziaria svizzera di ripensarsi nell’ottica della sostenibilità. Un rinnovamento del settore bancario che secondo Massimo Morini, Chief economist Algorand e docente della Facoltà di scienze economiche dell’USI, potrebbe guardare alle criptovalute.

L’energia, dalle rinnovabili all’inaspettato ritorno del carbone e l’incerto futuro della fissione nucleare, è stata al centro della seconda parte dell’incontro. Stefano Battiston (Università di Zurigo) e Ambrogio Fasoli (Politecnico federale di Losanna) hanno sottolineato l’importanza che le innovazioni tecnologiche trovino il giusto sostegno da parte dell’opinione pubblica e degli investitori. Massimo Filippini, professore ordinario alla Facoltà di scienze economiche dell’USI e direttore del Centre for Energy Policy and Economics del Politecnico federale di Zurigo, ha sottolineato la necessità di accelerare la transizione energetica, passando dall'attuale sistema energetico basato su combustibili fossili a uno basato su fonti rinnovabili. Questa transizione, ha affermato, permetterà di non essere più dipendenti da paesi produttori di gas e petrolio, di migliorare la qualità dell'aria a livello locale, di contribuire a salvare il pianeta dai cambiamenti climatici e di creare e sviluppare un'industria verde. Per raggiungere questo obbiettivo ci sarà bisogno di una politica energetica innovativa basata sia su strumenti di mercato (tasse e sussidi) sia su strumenti di regolamentazioni (standard, divieti). Questi ultimi, ha concluso il professor Filippini, sono importanti in particolare in presenza di consumatori e aziende che non agiscono in maniera completamente razionale sottovalutando i benefici economici privati e per la società d’investimenti nell’efficienza energetica e nelle rinnovabili.

Maurizio Bona, Vice-Chair International Year of Basic Sciences for Sustainable Development, ha sottolineato l’importanza della scienza e della tecnologia nell’agevolare le collaborazioni internazionali, auspicando la creazione di un CERN per il clima. Ilaria Espa, professoressa assistente presso la Facoltà di scienze economiche dell'USI, Istituto di diritto (IDUSI), ha evidenziato le difficoltà di arrivare a risultati ambiziosi nell’ambito dei negoziati internazionali sul clima a motivo delle crescenti contrapposizioni tra Paesi (industrializzati e in via di sviluppo) con mezzi tecnici e finanziari molto diversi obiettivo del diritto internazionale è riuscire a far sì che tutti possano beneficiare della transizione energetica. L’Accordo di Parigi sul clima è un primo passo, introducendo il principio delle responsabilità comuni ma differenziate.