Uno sguardo alle politiche monetarie della BNS 10 anni dopo l'abolizione della soglia minima franco-euro
Servizio comunicazione istituzionale
20 gennaio 2025
Dieci anni fa la Banca nazionale svizzera (BNS) abbandonava il tasso di cambio minimo con l'euro. Malgrado lo shock iniziale, nel giro di poco tempo il PIL elvetico tornò a crescere. Il Prof. Edoardo Beretta, Professore titolare presso la Facoltà di scienze economiche dell'Università della Svizzera italiana (USI) ha commentato le politiche monetarie della BNS ai microfoni di TeleTicino.
La rapida ripresa dei mercati elvetici dopo la decisione della BNS di abolire il tasso minimo di cambio ne dimostrò la solidità: "Il settore dell'export svizzero è molto resiliente - ha commentato ai microfoni di TeleTicino il Professor Edoardo Beretta -. Si tratta di un settore ad alto valore aggiunto, ciò lo assicura dalle dinamiche di cambio, che sono molto contingenti. In altre parole, se un bene o un servizio è reputato - a livello internazionale - di grande contributo per la propria economia, lo si acquisterà nonostante le dinamiche di cambio meno favorevoli".
Nel corso degli ultimi anni il franco ha registrato un grande apprezzamento, elemento che tuttavia può rivelarsi controproducente in settori come il turismo o l'export. "È molto difficile stabilire fino a che punto l'apprezzamento del franco possa rimanere sostenibile. Tutti i valori vicini alla parità sono tradizionalmente critici poiché non si sono registrati con grande frequenza da un punto di vista storico" ha spiegato il Professore dell'USI.
Il Prof. Beretta ha successivamente illustrato le possibili criticità che si incontrerebbero qualora il tasso minimo di cambio venisse reintrodotto: "Premettendo che non vedo particolarmente plausibile questa eventualità nel breve-medio termine, la BNS potrebbe sicuramente decidere di fissare un tasso di cambio minimo. Si tratta però di un'operazione molto costosa, che crea delle distorsioni all'interno del bilancio della BNS stessa, in quanto comporta l'acquisto massiccio di valuta estera per far sì che essa si apprezzi, mentre il franco si deprezzi. È uno scenario possibile se pensiamo che la BNS ha un mandato di mantenimento della stabilità dei prezzi e di congiuntura economica favorevole. Tuttavia, qualora vi si giungesse, sarebbe auspicabile che tale strategia fosse affiancata da politiche di bilancio che renderebbero il settore dell'export svincolato dalle dinamiche di cambio".
L'intervista completa al Professor Edoardo Beretta a TeleTicino è disponibile al seguente link (dal minuto 8:41).