La transizione energetica, una sfida complessa ma indispensabile
Servizio comunicazione istituzionale
23 ottobre 2025
La transizione energetica rappresenta uno dei cambiamenti più significativi del nostro tempo. “È un processo di trasformazione del sistema energetico attuale, ancora basato per oltre il 60% su combustibili fossili, verso un sistema fondato su energie rinnovabili, efficienza energetica e tecnologie pulite” ha spiegato il Prof. Massimo Filippini, ordinario presso la Facoltà di scienze economiche dell’USI e all'ETH di Zurigo, intervenuto nell'ambito del programma radiofonico della RSI Alphaville.
Secondo il Professor Filippini, la transizione energetica ha un duplice obiettivo: “Da una parte vi è l'intento di migliorare la qualità ambientale a livello globale, combattendo gli effetti negativi del cambiamento climatico, e dall’altra di migliorare il benessere locale, in particolare la qualità dell’aria e la sicurezza d'approvvigionamento energetico”. Ogni anno, ha ricordato, l’inquinamento atmosferico provoca oltre 200'000 morti premature in Europa. La narrazione a livello politico e mediatico oggi pone l’accento sui benefici globali e meno sui benefici locali. Nelle discussioni di politica energetica e climatica, ha sottolineato Filippini nel suo intervento, bisognerebbe invece dare più spazio al tema dei benefici locali, che sono più immediati e più individuali e quindi più in grado di incentivare la società civile a promuovere la transizione energetica.
Sul piano elvetico, il professore ha poi sottolineato il ruolo cruciale delle politiche nazionali: “In Svizzera abbiamo due leggi importanti: la legge sull’energia e la legge sul CO₂, che forniscono il quadro normativo per attuare la transizione. Trasformare il settore energetico, passando da un sistema basato su combustibili fossili a un sistema basato su fonti di energia rinnovabili ed efficienza energetica, significa contribuire al benessere locale, riducendo l'inquinamento dell'aria e la dipendenza dall'estero nella fornitura di energia. Attualmente, più del 60% dell’energia consumata è importata (petrolio, gas, ecc.)”.
Guardando al 2050, traguardo fissato per raggiungere la neutralità climatica in Svizzera e in altri Paesi, Filippini evidenzia inoltre che “l’idroelettrico - almeno in Svizzera - continuerà a svolgere un ruolo fondamentale, insieme all’energia solare che con il tempo assumerà sempre più importanza”. A queste fonti - ha evidenziato - si affiancheranno anche l'eolico e altre fonti di energia rinnovabile. "Nella transizione energetica, oltre a utilizzare le attuali centrali nucleari fino alla loro chiusura, prevista attorno al 2040, è necessaria una tecnologia di backup affidabile per garantire l’equilibrio del sistema quando le rinnovabili non bastano. Questa tecnologia funziona come un’assicurazione: resta in standby, si attiva solo se necessario e viene finanziata da un premio annuale fisso per garantirne la disponibilità. Oggi il ruolo della tecnologia di backup è svolto al meglio da centrali a gas naturale: rapide, flessibili, a basso costo e meno inquinanti rispetto ad altre fonti fossili. In futuro, il gas sarà sostituito da idrogeno rinnovabile e biogas".
Il Professore ordinario della Facoltà di scienze economiche ha poi concluso il suo intervento invitando a un approccio più equilibrato, in merito alla comunicazione e alla narrazione sulla transizione energetica: “Diversi studi stimano che essa costerà tra i 300 e i 450 franchi pro capite all’anno, ma raramente questi studi stimano i benefici. Eppure, questi benefici sono evidenti: riduzione dell’inquinamento locale, meno malattie respiratorie, meno morti premature, minori costi sanitari e una maggiore sicurezza di approvvigionamento. Solo i benefici derivanti dalla riduzione dei costi sociali dell’inquinamento dell’aria, determinato dal settore dei trasporti, ammontano secondo studi della Confederazione a circa 400 franchi l’anno. Da un punto di vista economico, dunque, la transizione non è soltanto necessaria, ma anche vantaggiosa. A livello comunicativo, questo è un punto che andrebbe maggiormente sottolineato. Ci sono chiari vantaggi nazionali, locali e abbastanza immediati. Dobbiamo modificare la narrazione”.
L'intervista integrale, realizzata dalla RSI e trasmessa nell'ambito del programma radiofonico Alphaville, è disponibile cliccando qui.